Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog

Sull'Atlante italiano dei Conflitti ambientali compare, da oltre un anno, anche il progetto petrolifero della AleAnna Resources LLC.

Pubblicato su da ASSOCIAZIONE INTERCOMUNALE LUCANIA

Il conflitto continua con l'aggravante di un ricorso amministrativo perso dinanzi al Consiglio di Stato e, ancor prima, memorie difensive interamente "cestinate" dinanzi al TAR Basilicata nel ricorso della AleAnna presentato ed accolto nel luglio 2015. La Regione Basilicata continua a mostrarsi contraria alle estrazioni di idrocarburi nell'area nord della Basilicata, ma nei fatti presenta ricorso in appello del tutto infondato. I sostenitori della linea difensiva della Regione Basilicata come mai non si esprimono? Per carità, non l'hanno mai fatto se non facendosi tramite di "soffiate" ricevute qua e là dalla politica regionale. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: prendersi gioco dei cittadini facendo finta che i problemi, o meglio i conflitti, non esistono. Secondo voi la triste storia della Val d'Agri, con conseguente inchiesta "trivellopoli", com'è nata? Non pensate forse che la vera causa sia stata l'indifferenza di tanti e la voglia di trovare compromessi con le compagnie petrolifere invece di metterle alla porta per direttissima? Il non essersi costituti nel ricorsi dinanzi al TAR Baislicata, quindi al Consiglio di Stato, da parte di nessuno dei 13 Comuni coinvolti, pensate sia stato operare con coscienza per il bene del proprio territorio? Il non aver battuto ciglio, da parte di nessuno dei 13 Comuni coinvolti, alla Determinazione n. 276 del 9.3.2011 dell’Ufficio Compatibilità Ambientale della Regione Basilicata che esprimeva giudizio favorevole al progetto, è da ritenersi sensato? Quali le ragioni per non aver mai criticato la cosiddetta moratoria "bluff" che avrebbe dovuto, senza riuscirci, vietare il rilascio di nuovi permessi e concessioni in materia petrolifera? Le belle parole servono, ma quando arriva il momento di scendere in campo per "sporcarsi le mani" in procedimenti non semplici rispetto ai quali le società del petrolio non abbassano mai la guardia, occorre farlo per difendere gli interessi della propria Terra là dove serve: nelle aule dei tribunali! Stiamo lavorando, con alcune amministrazioni di buona volontà, per cercare di salvare il salvabile.

Commenta il post