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STOP dalla Corte Costituzionale alla progressiva eliminazione degli inceneritori.

Pubblicato su da ASSOCIAZIONE INTERCOMUNALE LUCANIA

La Corte Costituzionale con sentenza n. 154/2016, pubblicata il 24.06.2016, dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 47, comma 4, della legge regionale Basilicata n. 4 del 2015 limitatamente alle seguenti parole: «il Piano regionale di gestione dei rifiuti dovrà prevedere, tra gli obiettivi prioritari, la progressiva eliminazione della presenza di inceneritori sul territorio della regione Basilicata e la contestuale adozione di soluzioni tecnologiche e gestionali destinate esclusivamente alla riduzione, riciclo, recupero e valorizzazione dei rifiuti. A tal fine il Piano regionale di gestione dei rifiuti dovrà definire modalità e tempi di dismissione degli impianti di incenerimento esistenti».

La Corte Costituzionale ha eliminato la previsione legislativa regionale riguardante la progressiva eliminazione degli inceneritori, quindi il progressivo spegnimento dell'inceneritore di San Nicola di Melfi, recependo quanto sostenuto dal ricorrente, Presidente del Consiglio dei Ministri, secondo cui "la norma impugnata, perseguendo tra i suoi «obiettivi prioritari» la progressiva eliminazione degli inceneritori dal territorio regionale, sarebbe in contrasto con l’art. 35 del d.l. n. 133 del 2014, come convertito, che prevede un sistema integrato di gestione dei rifiuti urbani a livello nazionale, in grado di garantire il principio di autosufficienza nello smaltimento degli stessi".

Il flagello dell'art. 35 dello "Sblocca Italia" ritorna ad abbattersi sulla Regione Basilicata.

Ci chiediamo: quali le ragioni per non aver impugnato l'art. 35?

Era il 25 settembre 2015 quando i Consiglieri regionali del M5s sottolineavano che “maggioranza e opposizione si rifiutano di discutere i quesiti referendari per il no a inceneritori e gasdotti".

“Nella mattinata di ieri in via Verrastro a Potenza, maggioranza e opposizione riunite in conferenza dei capigruppo, hanno deciso di respingere la richiesta formulata dal M5s Basilicata di deliberare due ulteriori quesiti referendari abrogativi dell’art. 35 (Sblocca inceneritori) e 37 (Sblocca gasdotti) del decreto renziano ‘sfascia Italia’. Due norme estremamente pericolose per la salute dei cittadini e per la tenuta del territorio italiano già devastato e gravato da enormi rischi idrogeologici”.

C'era chi sosteneva che l'art. 35 dello "Sblocca Italia" era un NON problema per la Regione Basilicata. Ennesima beffa ed ennesimo raggiro per il Popolo lucano e, soprattutto, per l'area Nord della Regione Basilicata interessata dall'inceneritore ex Fenice.

“Un ultimo messaggio ci permettiamo, con la deferenza che gli è dovuta, al capogruppo del Pd, Roberto Cifarelli – conclude il consigliere del M5s - fa bene Cifarelli ad enfatizzare le nostre ‘scocciature’ davanti ai balletti Pd. Glielo ribadiamo ben volentieri: ci siamo scocciati del vostro modo così becero e prepotente di far politica. E gli ribadiamo che, come sulle trivelle, anche sugli inceneritori, oleodotti e gasdotti, una vittoria di Renzi è la sconfitta definitiva per i cittadini di Basilicata. Per questo, con Totò gli diciamo: ‘ma ci faccia il piacere’, Cifarelli”.

Nel giugno 2015 cercavamo di alzare l'attenzione sull'art. 35 dello "Sblocca Italia" al fine di evitare ciò che purtroppo era facilmente prevedibile.

Il 21 febbraio 2016 ritornavamo sulla questione del Pino di rifiuti regionale e sulla minaccia dell'art. 35.

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