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Il Termodinamico e la trasmissione "Report" di Domenica 17 aprile.

Pubblicato su da ASSOCIAZIONE INTERCOMUNALE LUCANIA

La trasmissione Report, nella puntata di domenica scorsa, ha parlato del "solare termodinamico" in Italia. Ha focalizzato l'attenzione unicamente sulla Sardegna guardandosene bene dal citare la Basilicata, Regione dove il Termodinamico è da considerarsi definitivamente archiviato.

La Regione Sardegna, con i vari Comitati e Associazioni sarde, da sempre nostre alleate nella comune battaglia di difesa del territorio, continuano la loro lotta con il desiderio di affermare una verità indubbiamente legata alla corretta interpretazione della "Green Economy" inscindibile dal concetto di sostenibilità. E' di immediata costatazione che i termodinamici proposti in Sardegna, così come il termodinamico proposto in Basilicata, NON sono progettazioni sostenibili.

Tante le inesattezze riportate nella trasmissione, tanta la disinformazione dettata dalla volontà di affermare ciò che sostiene una lobby dell'energia qual è l'ANEST (Associazione Nazionale dell'Energia Solare Termodinamica), intervistando il Presidente Angelantoni, e riportando continuamente le mezze verità dell'arch. Virdis proponente i folli progetti termodinamici in Sardegna. Possono tali persone parlare in modo critico, o quantomeno oggettivo, della problematica Termodinamico in Sardegna se loro stessi hanno notevoli interessi economici legati alla realizzazione di tali impianti?

Si riporta un articolo del Prof. Sergio Vacca, Professore presso l'Università di Cagliari, laurea honoris causa in Scienza del Suolo.

Sulla medesima rivista, nei mesi scorsi, si parlò della follia del Termodinamico con riferimento anche e soprattutto alla Sardegna, confermando che l'azione di difesa del Territorio non si limita alla propria area, ma va oltre e segue un solo obiettivo: l'essere coerenti e convinti nell'azione di demolizione della falsità e della menzogna.

Oltre un anno fa parlavamo di Land Grabbing quale fenomeno che interessa anche l'Italia e legato alla speculazione energetica che parla in modo subdolo di Ambiente pur essendo unicamente interessata ad enormi affari calpestando interi territorio.

Si riporta anche un'attenta e precisa analisi di uno dei Comitati sardi in lotta contro lo scempio del termodinamico! Brava Laura, continua così!

Report: quando “i comitati si mettono di traverso”

Ringraziamenti sentitissimi alla Gabanelli, che finalmente ha tolto voce a chi non ce l'ha, come le consente il potere massmediatico del quale è investita; brava, lei che può, a schiacciare sotto la sua mole televisiva quei fastidiosi “comitatini del no a tutto”, come li ha definiti un altro potere, col quale evidentemente registra sintonie, quello politico; brava, sì, a manifestare la sua idea con i mezzi sapienti della retorica televisiva, con i montaggi, che hanno dato ampio spazio a un altro potere, quello economico, che la voce ce l'ha, può comprarsi pagine di giornali, parla a tu per tu con politici, con enti ministeriali, e con giornalisti vari di giornali amici, ed evidentemente anche con la Gabanelli; e brava soprattutto a non concedere diritto di replica, mica vale la “par condicio”, i “comitatini” non godono dei diritti che si danno ai politici, e le osservazioni tecniche che producono a contrasto di un progetto invasivo, inutile alla popolazione (ma non alle tasche dei proponenti) contengono ragioni fastidiosamente complesse, non adatte a un pubblico di quasi analfabetismo tecnico e scientifico, che capisce a malapena la tutela ambientale e magari gli si accende la fantasia a sentir parlare di “energie rinnovabili” senza comprendere veramente il significato di quel “rinnovabili”, senza comprendere per esempio che ci possono essere risorse non rinnovabili sottoposte a consumo, non direttamente connesse al processo di produzione energetica, quasi invisibili; senza comprendere che gli impianti dei quali parla sono niente più che l''espressione della volontà di profitto dei proponenti, completamente disinteressati, ma solo ai problema che possono causare.

E ancora grazie alla Gabanelli per averci spiegato (a modo suo, anzi, a modo dei proponenti: come chiedere all'uomo che fa il gioco delle tre carte se c'è l'inganno) come funzionano questi impianti che noi abbiamo preso in mano dal 2012.

E ancora congratulazioni vivissime alla Gabanelli, per il bellissimo servizio di disinformazione giornalistica, proprio un servizio investigativo: di cosa mi sfugge, visto che delle ragioni di chi si oppone a questi impianti non ne ha presa in considerazione una, se non altro per controbatterla: ma no, la presunzione con la quale si è rivolta ai “comitatini” composti anche di persone che con la loro preparazione professionale e tecnica hanno esaminato e rivoltato il progetto da cima a fondo, non concedeva di masticare un po' delle coriacee osservazioni di chi, appunto, quel progetto se l'è letto per davvero, eseguendone il “debunking”, ovvero esaminando una per una le affermazioni contenute e sottoponendole alla prima fondamentale domanda con la quale ci si conduce criticamente: “Sarà vero?” (to' a proposito di giornalismo investigativo, che si parta da qui?). Purtroppo la maggior parte delle volte la risposta a quella domanda è stata: “No, non è vero, e questi sono i motivi. Quella è pura “narrativa tecnica”, buona per le favole ma non per confrontarsi con la realtà fisica.” Evidentemente alla Gabanelli piacciono le favole, molto semplici, lineari, meno noiose della realtà, che richiede di confrontarsi con una miriade di particolari, di effetti secondari che poi secondari non sono: imprevedibili, se si chiudono gli occhi preventivamente, buoni per accorgersi dopo, a danno fatto, dicendo: “Oops”, e cercando il modo di correre ai ripari.

Anche nell'avventura degli idrocarburi l'umanità s'è lanciata a testa bassa, salvo poi accorgersi dei problemi connessi, e quando, 30 anni fa, già si profilava il danno, ecco stuoli di professori, ingegneri e tecnici, strettamente imparentati con quelli che Gabanelli ha intervistato nel programma, dichiarare che erano tutte fole, l'effetto serra non esisteva, i cambiamenti climatici erano da ridere; ed eccoci sull'orlo della catastrofe, e ancora non abbiamo imparato che se un problema si profila all'orizzonte ed è innegabile, quel problema si verificherà, si renderà reale, salvo prevenirlo: di quali problemi parliamo? Citiamone un paio, tra i più noti: impermeabilizzazione dei suoli (“soil sealing”: ah sì, la storia che la centrale la togli e tutto torna come prima, ma chi gliel'ha raccontata? O era solo per ridere?), furto di terra (“land grabbing”): la dizione in inglese serve per facilitare la riconduzione a categorie note. E poi altri, chiedetecelo e vi risponderemo, se avete il tempo di pensare.

A cura del Comitato No Megacentrale

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