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Pozzi Caldarosa di Calvello: per il TAR Basilicata il petrolio prevale sul diritto alla salute e l’ambiente salubre.

Pubblicato su da ASSOCIAZIONE INTERCOMUNALE LUCANIA

Ricordiamoci che c'è il Consiglio di Stato che può sempre ribaltare una pronuncia di primo grado per noi non condivisibile.

Pozzi Caldarosa di Calvello: per il TAR Basilicata il petrolio prevale sul diritto alla salute e l’ambiente salubre.

Una nostra considerazione sulla vicenda:
è sicuramente non opinabile che "tutti i diritti fondamentali tutelati dalla Costituzione si trovano in rapporto di integrazione reciproca e non è possibile individuare uno di essi che abbia la prevalenza assoluta sugli altri, cioè il diritto alla salute ed all'ambiente salubre non devono sempre prevalere sul diritto al lavoro" e quindi che "anche la tutela del paesaggio non deve sempre prevalere sugli interessi pubblici dello sviluppo delle fonti energetiche e dell’occupazione e sul diritto di impresa".

Forse, ciò che sfugge ai giudici del TAR, analogamente alla ricorrente società petrolifera, è da ricercare nel fatto che, nel caso in esame, c'è una sostanziale differenza tra Ambiente, Paesaggio, Salute e Lavoro. Una differenza che dovrebbe portare ad una prevalenza del diritto alla salute, quindi della tutela dell'ambiente e del paesaggio, rispetto al diritto al lavoro. La differenza sta nell'unicità di quel paesaggio e di quell'ambiente, cosa che non si può dire del diritto al lavoro che può essere soddisfatto anche altrove senza ledere quello specifico ambiente e paesaggio che, in quanto unici ed irripetibili, verrebbero irrimediabilmente compromessi differentemente dal lavoro il cui diritto può trovare godimento anche in luoghi differenti da quella specifica area o da quello specifico sito che si intende tutelare e salvaguardare. I principi dettati dalla nostra Costituzione sono tali perché andrebbero interpretati ed applicati alle varie fattispecie e non invocati in modo astratto senza alcuna contestualizzazione al caso in esame.

Inoltre, sembra del tutto inopportuna la tesi sostenuta dai giudici del TAR Basilicata secondo cui la Soprintendenza "non ha effettuato alcuna comparazione tra l’interesse della tutela del paesaggio, previsto dall'art. 9, comma 2, della Costituzione, e gli interessi pubblici dello sviluppo delle fonti energetiche e dell’occupazione e l’esercizio del diritto di impresa". Di analogo parere i giudici del TAR del Lazio, nella sentenza n. 3993/2014, sulla vicenda di un impattante elettrodotto ad altissima tensione della società Terna S.p.A. Una sentenza poi ribaltata dal Consiglio di Stato (n. 3652/2015) affermando che la tutela del paesaggio è principio fondamentale della nostra Costituzione che non si può subordinare agli interessi di altra natura ancor più se trattasi di interessi che possono essere soddisfatti in una pluralità di luoghi.

L'inopportuna e non condivisibile posizione della CGIL Basilicata sulla sentenza del TAR

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