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Questioni rifiuti: si continua a parlare costringendoci a perdere tempo nel replicare, si spera in modo costruttivo.

Pubblicato su da ASSOCIAZIONE INTERCOMUNALE LUCANIA

Nel comunicato intitolato "Valvano plaude alla legge regionale su ecotassa" si legge:

"La preoccupazione espressa nelle scorse settimane dalle popolazioni del nord di Basilicata, dalle aziende agroalimentari e dai lavoratori dell’Area industriale di Melfi, per i pericoli legati alla potenziale concentrazione di impianti di recupero di rifiuti organici, per il momento può godere di una temporanea tregua, grazie al responsabile provvedimento di moratoria che con intelligenza è stato opportunamente temporizzato. A chi è preoccupato del termine va ricordato che se non fosse stato previsto la norma sarebbe stata con estrema facilità dichiarata illegittima, come già accaduto per altri provvedimenti privi di termine annullati dal Tar di Basilicata; allora si che sarebbe stato giustificato parlare di truffa. Il termine non solo è necessario sul piano strettamente giuridico, ma segna anche un impegno politico ad approvare rapidamente il piano regionale dei rifiuti che, nel frattempo, è stato adottato dalla Giunta Regionale e che a breve sarà oggetto di discussione pubblica. Per questo consiglio di dirigere ogni sforzo per ragionare sul nocciolo della questione che è appunto il piano di gestione dei rifiuti".

Alcune precisazioni sono necessarie:

si ricorda che il provvedimento in questione non è un atto amministrativo, ma una legge regionale. Pertanto, ad esprimersi, su un suo eventuale profilo di illegittimità, non è il T.A.R. Basilicata bensì la Corte Costituzionale nel caso di impugnazione da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Ad oggi, ad essere impugnata per incostituzionalità, è la L.R.10 agosto 2015, n. 35 "Disposizioni urgenti inerenti misure di salvaguardia ambientale in materia di gestione del ciclo dei rifiuti". L'attenzione ricade sull'art. 1 che recita "nelle more dell'adeguamento del Piano regionale di Gestione dei Rifiuti di cui all'art. 199 del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 e s.m.i., al fine di garantire la salvaguardia ambientale in materia di gestione del ciclo dei rifiuti, nel rispetto dei principi di autosufficienza, prossimità e specificità, possono essere autorizzati secondo le procedure e le modalità previste dalla normativa vigente: a) gli impianti di trattamento-smaltimento di rifiuti previsti dai vigenti strumenti di pianificazione; b) gli impianti di trattamento e smaltimento di rifiuti inerti, nonché gli impianti di recupero di rifiuti, ivi compresi quelli pericolosi, ancorché non specificatamente previsti dai vigenti strumenti di pianificazione, come stabilito dall'art. 42 della L.R. 2 febbraio 2001, n. 6 e s.m.i.".

Ricordiamo che nell'agosto 2015 il Consiglio regionale approva a maggioranza, con 12 voti favorevoli di Pd, Pp, Ri, Psi ed 8 voti contrari di Pdl-Fi, M5s, Udc, Gm e Lb-Fdi, una legge con la quale si prevede che in mancanza del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti possono essere autorizzati gli impianti di trattamento-smaltimento di rifiuti. Oggi, invece, si elogia l'approvazione di un emendamento indirizzo a sospendere ciò che la legge regionale n. 35/2015, invece, ha consentito in merito al rilascio di autorizzazioni per la realizzazione di impianti di trattamento-smaltimento dei rifiuti.

Ci chiediamo: perché non è stato approvato l'emendamento presentato in Consiglio regionale, nella giornata di ieri (11 febbraio), con il quale si chiedeva di modificare l'art. 1 comma 1 della L.R. n. 35/2015 sostituendo le parole "possono essere autorizzati" con le parole "NON possono essere autorizzati"?

Ricordiamo che la L.R. n. 35 del 10 agosto 2015, questa si che dovrebbe preoccupare per la sua incostituzionalità (anche con riferimento al famigerato inceneritore ex Fenice), è già stata impugnata per profili di illegittimità costituzionale (art. 1 comm. 6 e 8). Infatti, con il comma 6, la legge regionale consente il conferimento in discarica dei rifiuti solidi urbani non trattati, in violazione della norma statale che, in attuazione di disposizioni comunitarie, vieta il conferimento in discarica dei rifiuti non trattati. Essa contrasta pertanto con l’articolo 117, primo comma, e secondo comma, lett. s), della Costituzione, non rispettando i vincoli comunitari, invadendo altresì la competenza statale in materia di tutela dell’ambiente. Infatti, la semplice "parzialità" del pretrattamento dei rifiuti impedisce che questi ultimi possano essere considerati correttamente "trattati" ponendosi in contrasto con le disposizioni regionali esaminate risultano in contrasto, oltre che con la normativa statale, con quanto previsto dalla Direttiva discariche 1999/31/CE, nonché con i principi generali elaborati sul punto dalla Corte di giustizia dell'Unione europea in numerose pronunce.

Questa è una legge regionale della cui incostituzionalità bisognerebbe preoccuparsi piuttosto che difendere la "bontà" del RISICATISSIMO limite temporale del 30.06.2016.

Inoltre, nel comunicato di cui sopra, si continuare a sostenere che il Piano regionale dei rifiuti è stato adottato dalla Giunta Regionale, ma in realtà ad essere adottata è la PROPOSTA dell'aggiornamento al Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti. Proposta da sottoporre alla procedura di VAS e solo dopo la sua positiva conclusione si potrebbe parlare di adozione del Piano e quindi successiva approvazione del medesimo.

Infine, nel comunicato di cui sopra, si precisa che il termine temporale è necessario sul piano strettamente giuridico e segna un impegno politico.

In merito a quest'ultimo aspetto precisiamo che l'impegno politico dovrebbe concretizzarsi soprattutto nel rivedere l'art. 1 comma 1 della L.R. n. 35/2015 che consente il rilascio di autorizzazioni ad impianti di trattamento dei rifiuti, nelle more di approvazione del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, senza alcun limite temporale fissato da una specifica data. Norma, l'art. 1 comma 1 della L.R. n. 35/2015, tuttora vigente e che mal si concilia con l'emendamento che ieri (11 febbraio 2016) è stato approvato a maggioranza in Consiglio regionale (voto contrario M5s, Fdi ed altri).

La Pianificazione è uno strumento molto importante così come la concertazione sulla discussione della proposta del Piano, con tutti i cosiddetti stakeholders (o portatori di interesse), NON dovrebbe portare a pensare di esaurire la medesima nel giro di pochi mesi.

Solo dopo una discussione (anche pubblica) non esauribile in pochi mesi, solo dopo la presentazione e lo studio di tutte le osservazioni che perverranno, si potrà intravedere un aggiornamento al Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti definitivo (a questo punto non più proposta) da adottare e, solo dopo l'adozione, pensare di arrivare ad una sua approvazione.

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