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La minaccia dell'art. 35 dello "Sblocca Italia" e l'inceneritore di FENICE

Pubblicato su da ASSOCIAZIONE INTERCOMUNALE LUCANIA

Questa mattina la Ola rilancia l'attenzione sull'art. 35: "il governo Renzi colpisce per la seconda volta la Basilicata ed in particolare l’area di San Nicola di Melfi costretta ad ipotecare il suo sviluppo legandolo a quello della monnezza industriale ed urbana intra ed extraregionale. Alla luce di questa decisione governativa non solo è incomprensibile la dichiarazione del nuovo piano regionale rifiuti presentato ieri di voler mirare al 65% di caccolta differenziata, ma appare come l’ennesima beffa per i Lucani".

Non possiamo che rinnovare l'invito, a tutta la classe politica, a non appiattirsi sulla questione Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, strumento fondamentale, ma che deve essere affiancato da altre azioni e soprattutto dalla consapevolezza che trattasi non del Piano bensì della Proposta di aggiornamento al Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti diversamente da come sostenuto da diversi politici. Prima che si arrivi al Piano occorrono diversi passaggi intermedi tra cui la partecipazione diffusa e consapevole di tutte le realtà territoriali.

Il Quotidiano del Sud sottotitola: "L'inceneritore di Melfi è inserito nello Sblocca Italia tra le strutture da salvare: farà capo direttamente al governo. Un "cortocircuito" col Prgr che secondo qualcuno potrebbe addirittura spingere Roma a impugnare il documento".

Era il 26 maggio 2015 quando l'Associazione Intercomunale Lucania e il Comitato Diritto alla Salute scrivevano: "L’art. 35 dello - Sblocca Italia - non può essere dimenticato".

Era il 25 settembre 2015 quando il Consigliere regionale del M5s sottolineava che “maggioranza e opposizione si rifiutano di discutere i quesiti referendari per il no a inceneritori e gasdotti".

“Nella mattinata di ieri in via Verrastro a Potenza, maggioranza e opposizione riunite in conferenza dei capigruppo, hanno deciso di respingere la richiesta formulata dal M5s Basilicata di deliberare due ulteriori quesiti referendari abrogativi dell’art. 35 (Sblocca inceneritori) e 37 (Sblocca gasdotti) del decreto renziano ‘sfascia Italia’. Due norme estremamente pericolose per la salute dei cittadini e per la tenuta del territorio italiano già devastato e gravato da enormi rischi idrogeologici”.

C'era chi sosteneva che l'art. 35 dello "Sblocca Italia" era un NON problema per la Regione Basilicata. Ennesima beffa ed ennesimo raggiro per il Popolo lucano e, soprattutto, per l'area Nord della Regione Basilicata interessata dall'inceneritore ex Fenice.

“Un ultimo messaggio ci permettiamo, con la deferenza che gli è dovuta, al capogruppo del Pd, Roberto Cifarelli – conclude il consigliere del M5s - fa bene Cifarelli ad enfatizzare le nostre ‘scocciature’ davanti ai balletti Pd. Glielo ribadiamo ben volentieri: ci siamo scocciati del vostro modo così becero e prepotente di far politica. E gli ribadiamo che, come sulle trivelle, anche sugli inceneritori, oleodotti e gasdotti, una vittoria di Renzi è la sconfitta definitiva per i cittadini di Basilicata. Per questo, con Totò gli diciamo: ‘ma ci faccia il piacere’, Cifarelli”.

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