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Il solare termodinamico nel deserto del Shara. In Italia esistono deserti africani?

Pubblicato su da ASSOCIAZIONE INTERCOMUNALE LUCANIA

Dopo la farsa della COP21 tenutasi a Parigi con la partecipazione di grandi società ancora legate al fossile, c'è chi già inizia a parlare della COP22 (cfr. http://gpsbrianza.com/2015/12/dopo-cop21-obiettivo-raggiunto-o-farsa/).

Si legga anche l'articolo "COP21: inquinatori tra i partner e gli sponsor" (http://www.terranuova.it/Cop21.-Non-c-e-piu-tempo/COP21-inquinatori-tra-i-partner-e-gli-sponsor)

Ma la presa per i fondelli non dovrebbe aver raggiunto già livelli di saturazione insopportabili dopo la stomachevole e stucchevole farsa della COP21 che è servita a ripulire parzialmente l'immagine a tante società del fossile senza alcuna decisione sul taglio ai sussidi che tuttora vengono elargiti al settore delle energie "sporche"? Intanto si continua a parlare di "solare termodinamico" guardando al Marocco invece di puntare sulle vere rinnovabili che in Italia possono continuare ad offrire il loro importante contributo per la collettività e non per gli speculatori. Ma cosa c'entra il Marocco con il suo deserto del Shara e il nostro Paese Italia? Cosa c'entra la situazione italiana priva dei deserti africani e delle temperature shariane con il Marocco? Si parla di termodinamico in Marocco con informazioni parziali e senza rendersi conto che prima di ammiccare ad una tecnologia bisogna guardare al territorio nel quale la medesima viene inserita. Si chiama corretta informazione e coerente difesa del territorio che si scontra con chi sostiene NO al Petrolio per il resto va bene tutto. Dovremmo sostenere: NO al Petrolio, SI alla Rinnovabili SOSTENIBILI per il territorio nel quale andrebbero inserite. Ormai anche i bambini dovrebbero aver capito che in Italia il solare termodinamico (CSP) NON è sostenibile diversamente dai deserti africani.

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