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Anche la Shell abbandona il Mar Jonio ritirando il piano da 2 miliardi

Pubblicato su da ASSOCIAZIONE INTERCOMUNALE LUCANIA

Il Sole 24 ORE - ed. 20 febbraio 2016

Il Sole 24 ORE - ed. 20 febbraio 2016

Qualche giorno fa l'Ola (Organizzazione lucana ambientalista) riportava la notizia: "Effetto Referendum: la Shell rinuncia alla ricerca di gas e petrolio nel Golfo di Taranto?"

Oggi, la rinuncia è divenuta certezza. Si tratta di due istanza di permesso di ricerca (la d 73 F.R – .SH e la d 74 F.R – .SH) già oggetto di un rigetto parziale insieme ai restanti 25 provvedimenti riportati dall'UNMIG sul BUIG del mese di Gennaio 2016 in seguito alle norme contenute nella Legge di Stabilità 2016 e, più a monte, dalla pressione esercitata dal ‪Referendum ‪‎No Triv. (http://www.olambientalista.it/?p=41933).

Già in quell'occasione ricordavamo, purtroppo continuiamo a farlo, che il Mar Jonio è ancora in pericolo per svariate altre Istanze ancora pendenti tra cui l’Istanza di Permesso di Prospezione in Mare “d 3 F.P-.SC” presentata dalla Schlumberger Italiana S.p.A., ubicata nel settore centrale del Golfo di Taranto all’interno della Zona Marina “F” ed interessa le Regioni Basilicata, Puglia e Calabria. L’area interessata dall’istanza ricopre una enorme superficie: 4.025 Kmq. In tanti, tra cui anche la scrivente Associazione, presentarono osservazioni ai sensi dell’art. 24 del D.lgs. n. 152/2006. Speriamo che per questa istanza possa arrivare quanto prima la rinuncia della Schlumberger Italiana S.p.A., così come già avvenuto da parte della Petroceltic e della Shell, a fronte della notevole ostilità che tali società stanno ritrovando nei territori pugliesi, calabresi e lucani.

Anche la Shell abbandona il Mar Jonio ritirando il piano da 2 miliardi
Anche la Shell abbandona il Mar Jonio ritirando il piano da 2 miliardi

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