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REFERENDUM Sblocca Italia - Decreto Sviluppo: su 6 quesiti referendari rimane in vita, per ora, uno solo.

Pubblicato su da ASSOCIAZIONE INTERCOMUNALE LUCANIA

In merito all'Ordinanza della Cassazione con riferimento ai 6 quesiti referendari, venerdì scorso, tramite un post scrivevamo: gli obiettivi erano 6 e il boy scout Renzi ne ha fatti neutralizzare 5, almeno per ora. Bravo Renzi, tu sì che hai a cuore la nostra Terra! Oltretutto, cosa potevamo aspettarci da chi ha da sempre dichiarato con grande spavalderia di "voler tirare su il petrolio in Basilicata e Sicilia?"

Dall'articolo della Ola si apprende che il Presidente Lacorazza dice: "su 3 quesiti il Governo Renzi ha cambiato le norme e sterilizzato i quesiti. Un quesito nonostante le modifiche di legge è stato comunque trasferito alla Corte Costituzionale che fra pochi giorni dovrà esprimersi sull’ammissibilità. Infine su altri 2 quesiti i delegati di alcune Regioni hanno già espresso la volontà di sollevare il conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale"

(cfr. http://www.olambientalista.it/?p=41638).

La domanda è la seguente: quanti quesiti referendari sono rimasti in vita? La risposta è 1 su 6.

Ribadiamo: bravo Renzi tu sì che hai a cuore la nostra Terra!

Ad oggi, i questi referendari non sono più 6, ma 1 soltanto e ne siamo fortemente rammaricati oltre che per nulla soddisfatti di ciò che viene definitiva "trattativa" con il governo nazionale. Noi siamo sempre stati a favore del referendum sull'art. 38 dello "Sblocca Italia" e sull'art. 35 del "Decreto Sviluppo" e sostenitori della tesi "giù le mani dal referendum", "il referendum non si tocca". Purtroppo, secondo la nostra opinione, il referendum è stato toccato e taroccato oltre che annacquato. Non abbiamo MAI condiviso la posizione di coloro o meglio colui (Pres. Lacorazza) che ha sempre sostenuto la tesi "l'obiettivo non è il referendum, ma cambiare le leggi". Per noi l'obiettivo era ed è, tuttora, solo il referendum che dà finalmente voce al popolo al di là dei giochetti di governo. (giochetti alias modifiche legislative)

Siamo sempre stati a favore del referendum ed abbiamo evidenziato il "camaleontismo politico" da parte di quei politici regionali, mai stati sostenitori dei "no triv", ma solo preoccupati dello scippo che lo "Sblocca Italia" comporta alle prerogative regionali. Siamo sempre stati, e lo siamo tuttora, a favore del referendum perché ben consci della sostanziale differenza tra una modifica legislativa ed un'abrogazione referendaria.

È chiaro che c'è una sostanziale differenza tra modificare una legge per via legislativa o per via referendaria. La differenza secondo noi, si traduce, in parale povere, nella distinzione tra il fare sul serio ed il "bleffare". Renzi, secondo noi, con la complicità di alcuni politici regionali, ha sempre "bleffato". Le modifiche introdotte dalla Legge di stabilità 2016, pur recependo quanto previsto da 3 quesiti referendari, conducono ad un risultato diverso da quelle ottenibile con il referendum poiché le norme modificate potrebbero sempre essere oggetto di nuove modifiche mentre con l'esito positivo di un referendum non c'è possibilità, da parte del legislatore, di far rivivere quella norma. Il legislatore può sempre "correggere" quanto ha in precedenza statuito, mentre, nel caso di abrogazione referendaria ciò non è possibile: "il referendum manifesta una volontà definitiva e irripetibile", ogni modifica legislativa NO!

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