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Il caso del Castello di Brienza. FIRMA LA PETIZIONE per fermare uno scempio.

Pubblicato su da ASSOCIAZIONE INTERCOMUNALE LUCANIA

Le bellezze della Basilicata sono a rischio!

Non è possibile pensare di istallare pale eoliche nei posti più impensabili calpestando cultura, paesaggio e mancando di rispetto a quella Comunità che si identifica con quel luogo che verrebbe stravolto e sfregiato da mega pale. Questi signori sano cosa significa concepire un progetto che si integra con il territorio? Questi signori conoscono la parole Studio di Impatto Ambientale oltre ai loro semplici copia-incolla tali da rendere le relazioni tecniche dei vari progetti tutte similari tra loro?

La Basilicata è ormai nota a tutte le società d’affari, italiane e straniere, dal petrolio alle rinnovabili speculative che si chiamino eolico, termodinamico, biomassa e fra poco ne vedremo delle belle con l’idroelettrico.

Eolico “AMMAZZA” paesaggio; termodinamico “AMMAZZA” suolo agricolo; biomassa “AMMAZZA” aria pulita soprattutto quando si prevede di alimentarlo con la frazione umida dei rifiuti solidi urbani; idroelettrico AMMAZZA corsi d’acqua quando la loro autorizzazione avverrebbe senza un Piano regionale di tutela dell’acque.

Purtroppo, occorre maggiore coerenza, serietà e minore ingordigia da parte delle Istituzioni. Ci vorrebbe anche maggiore serietà, da parte di ciascuno di noi, nell’opporci a tutte quelle politiche energivore sia che trattasi di fonti fossili sia che trattasi di rinnovabili “AMMAZZA” territorio.

Difendere senza paraocchi e senza pregiudizi o campanilismi il nostro Ambiente. Respingere e combattere senza perplessità tutte le politiche affaristiche che calpestano e depredano il nostro territorio quindi la nostra identità quindi piacere di viverci rispettando noi stessi e gli altri.

LA NUOVA del Sud - ed. 24 nov. 2015

LA NUOVA del Sud - ed. 24 nov. 2015

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