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DEPOSITO UNICO SCORIE NUCLEARI: possibili procedure di infrazione per l'Italia

Pubblicato su da ASSOCIAZIONE INTERCOMUNALE LUCANIA

DEPOSITO UNICO SCORIE NUCLEARI: possibili procedure di infrazione per l'Italia

10 novembre - Europarlamentare P. PEDICINI

La risposta alla nostra interrogazione in relazione al deposito di scorie nucleari ci è stata finalmente data. La ‪#‎CommissioneEuropea‬ potrà infliggere ufficialmente all'Italia ben due procedure di infrazione. Perché?
Ad oggi (23 ottobre 2015) - è scritto nella risposta dell'organismo Ue - l'Italia non ha comunicato ufficialmente alla Commissione né il proprio programma nazionale in materia di gestione del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi, ai sensi della direttiva 2011/70/Euratom, né la relazione nazionale sull'applicazione di tale direttiva. I servizi della Commissione - viene precisato - hanno contattato le autorità italiane chiedendo chiarimenti sui tempi previsti per la presentazione del programma e della relazione e aspettano tali comunicazioni a breve. Nel caso di mancata comunicazione, la Commissione prenderà le misure appropriate in conformità con il diritto dell'Ue e ciò potrebbe portare all'apertura di una procedura di infrazione. Relativamente al contenuto dei programmi già comunicati, la Commissione ha fatto sapere che può chiedere chiarimenti e/o esprimere un parere e se, tali contenuti, non soddisfano i requisiti della direttiva prenderà in considerazione l'apertura di una procedura di infrazione". Anche su un tema pericoloso e delicatissimo come quello della gestione dei rifiuti radioattivi il governo ‪#‎Renzi‬ mostra il suo pressapochismo, la sua inefficienza e la sua confusione. Inoltre, c'è anche l'aggravante che la Sogin Spa, la società pubblica incaricata del decommissioning degli impianti nucleari, è in uno stato di sbando totale dopo le dimissioni dell'amministratore delegato Riccardo Casale. Dimissioni non ordinarie ma molto inquietanti, visto che Casale ha parlato di illeciti penali e di una situazione che vedrebbe la Sogin travolta da un'inerzia operativa e da ritardi che hanno compromesso l’andamento delle attività, tra cui l’individuazione del deposito unico nazionale delle scorie radioattive. Dunque ci troviamo davanti un altro pasticcio inaccettabile delle malefatte del governo Renzi, su una questione di interesse nazionale che investe la sicurezza dei cittadini e dell’ambiente. Una situazione che genera apprensione tra le popolazioni residenti nelle zone dove ci sono impianti nucleari attivi o dismessi o dove si ipotizza che potrebbe essere realizzato il deposito unico nazionale delle scorie. Le due procedure di infrazione che la Commissione europea si appresterebbe ad aprire confermano, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che le nostre denunce sono drammaticamente vere. Purtroppo, però, a pagare saranno sempre i cittadini e non i reali responsabili delle inadempienze. Rispetto alla situazione in Basilicata , già ieri abbiamo diffuso un comunicato del M5s molto chiaro e circostanziato. Voglio solo aggiungere che i cittadini hanno bisogno di chiarezza e trasparenza e non di speculazioni politiche e di dicerie costruite ad arte come quella del consigliere regionale Nicola Benedetto che ha parlato di decisioni già prese rispetto all'ipotesi di realizzare il deposito unico nella nostra regione. Le ambigue campagne di disinformazione che si stanno tentando creano ulteriore sbandamento tra i cittadini e lasciano spazio a chi vuole incunearsi in questa confusione per raggiungere e pilotare oscuri disegni che, naturalmente, il ‪#‎M5s‬ non consentirà che si verifichino.

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