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Subdolo elogio al Petrolio: ancora una volta si parla di "ricchezza" senza precisare per chi.

Pubblicato su da ASSOCIAZIONE INTERCOMUNALE LUCANIA

Subdolo elogio al Petrolio: ancora una volta si parla di "ricchezza" senza precisare per chi.Subdolo elogio al Petrolio: ancora una volta si parla di "ricchezza" senza precisare per chi.

Ennesimo episodio che ci porta a dire di diffidare da certa televisione. Diffidate da coloro che associano alla parola petrolio quella di ricchezza. Questa mattina, Domenica 20 settembre, alle 9.55 su Rai1, è andata in onda una puntata della trasmissione "I Giganti", la regione protagonista la Basilicata. Una trasmissione con subdoli messaggi di elogio al Petrolio lucano e alla "ricchezza del giacimento" petrolifero presente nella nostra Regione. Un vergognoso accostamento del Petrolio alle sorgenti d'acqua quale vera ricchezza della Basilicata.

Nella trasmissione andata in onda si evidenzia che: "la Basilicata è terra d’acqua. Ancor più del petrolio, è l’acqua la sua vera ricchezza materiale. Una delle fonti principali d’acqua si trova nella zona del Vulture-Melfese, dove vi sono fonti, sorgenti, laghi, cascate di rara bellezza ... la Basilicata è terra di odori e profumi. Ma questi odori e profumi sono contrastanti, e spesso mal si conciliano tra di loro. Dal 1996, per esempio, in Val d’Agri si estrae il petrolio. Quello lucano è il più grande giacimento petrolifero d’Europa su terraferma. Nel piccolo paesino di Villa d’Agri è sorto alla fine degli anni ’90 un enorme Centro Oli. (http://www.ufficiostampa.rai.it/dl/UfficioStampa/Articoli/I-GIGANTI-42d865c1-3143-45a3-be47-b56bcb13d550.html)
A valle di ciò, mentre si nominano i maggiori poeti lucani del ‘900 (Albino Pierro, Leonardo Sinisgalli e Rocco Scotellarosi) si parla di "ricchezza dei giacimenti".

Episodio scritto da Andrea Di Consoli per la regia di Francesca Muci e realizzato con il supporto di Regione Basilicata e Lucana Film Commission. Avete letto bene, Andrea Di Consoli, la stessa persona che qualche settimana fa invitava la Basilicata ad autocandidarsi per accogliere il Deposito Unico nazionale dei Rifiuti Radioattivi.

Poco fa vi era un commento di una Signora di nome Donatella T. che dopo poco è stato rimosso. Il commento diceva: "Io ho visto la trasmissione e non mi pareva dare messaggi di elogio al petrolio. Si capiva dai commenti la difficoltá di conciliare le due facce della Basilicata. Ora odori ora profumi, appunto. Emigrazione stabilmente sempre in crescita".

Vorremmo dire a Donatella T., ma probabilmente non si rivede più in ciò che ha scritto, e questo ci fa piacere: Parlare di "ricchezza" riferendosi al petrolio lucano, per noi è un offensivo elogio. Ricchezza per chi, visto che la Basilicata era povera e tuttora, dopo un ventennio di estrazioni petrolifere nella Val d'Agri, continua ad esserlo così come ripetutamente costatato nei rapporti Svimez. Parlare del giacimento petrolifero in Val d'Agri ricordando che trattasi del più grande d’Europa su terraferma senza però fare cenno (pochi minuti), per correttezza di informazione, di tutte le questioni legate ai reflui petroliferi (in parte reiniettati ed in parte smaltiti a Tecnoparco), non fare cenno ad una inchiesta su presunti smaltimenti illeciti di reflui petroliferi petroliferi dal COVA di Viggiano nella tanto decantata valle del Petrolio (Val d'Agri) a Tecnooarco Valbasento di Pisticci Scalo); non parlare dell'accertato inquinamento della catena alimentare (http://www.intercomunalelucania.it/2015/08/petrolio-inquinamento-della-catena-alimentare.html); dell'inquinamento da idrogeno solforato e da anidride solforosa nelle vicinanze del Centro Olio della Val d'Agri quale attività a rischio di incidente rilevante e sottoposta alla Direttiva Seveso, ecc.... ecc... E lei parla, riportando le espressioni della trasmissione andata in onda, di "odori e profumi"?. Riveda la trasmissione, ma con una maggiore informazione su ciò che accade in Terra

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