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Inceneritore a San Nicola di Melfi (ex Fenice): si teme innalzamento del limite dei rifiuti solidi urbani conferibili

Pubblicato su da ASSOCIAZIONE INTERCOMUNALE LUCANIA

La Gazzetta del Mezzogiorno - ed. 24 settembre 2015

La Gazzetta del Mezzogiorno - ed. 24 settembre 2015

Fa sempre un certo effetto sentir parlare di EMERGENZA RIFIUTI in una Regione come la Basilicata che ha meno della metà degli abitanti di una città come Napoli. Ma non parliamo di una singola città, ma di una intera Regione. Trivelle a parte, basterebbe solo la questione rifiuti per evidenziare una inefficienza politica che scorrazza nei palazzi regionali non più dà una settimana, ma oramai da quasi due anni senza affrontare in modo realistico e concreto il problema.

Un problema che si cerca di evitare, nell'incredulità dei cittadini lucani, così come accaduto di recente in Consiglio regionale respingendo la richiesta formulata dal M5s Basilicata di deliberare due ulteriori quesiti referendari abrogativi dell’art. 35 (Sblocca Inceneritori) e 37 (Sblocca gasdotti). Una politica che spesso predica bene, ma razzola male oltre ad essere caratterizzata dall'incoerenza: approva la L.R. n. 4/2015 contente l'art. 47 denominato “Strategia regionale Rifiuti Zero 2020”, ma non vuole alzare la testa sull'art. 35 "Sblocca inceneritori". Un Presidente del Consiglio dei Ministri Renzi impugna, dinanzi alla Corte Costituzionale, l'art. 47 della L.R. n. 4/2015 e il governo regionale continua a cercare il dialogo con il governo nazionale.

Un problema rifiuti divenuto oramai emergenza portando il Comune di Sant'Arcangelo a diventare la pattumiera di 15 Comuni della Basilicata. Un problema rifiuti che vede l'inceneritore di San Nicola di Melfi (ex Fenice-EDF) prossimo alla saturazione fissata a 30.000 quintali giornalieri di rifiuti solidi urbani (come da limite precisato nell'Autorizzazione Integrata Ambientale) con lo spettro che si possa incrementare a 50.000 per fronteggiare la persistente emergenza rifiuti in Basilicata. 50.000 quintali giornalieri di rifiuti solidi urbani che porterebbero una "comprensibile" contentezza al gestore dell'inceneritore Fenice, ma meno gioia dovrebbero portare a tutti coloro che vivono nell'Area del Vulture Alto Bradano.

Cosa farà la Regione Basilicata? Come spesso accade, con la parola "magica" emergenza si giustificano anche azioni estreme pur di tamponare una gestione rifiuti sempre più al collasso. Il Comune di Sant'Arcangelo sta facendo sentire la sua voce, non sarà forse il caso che anche il Comune di Melfi dica qualcosa per evitare che vengano "cattivi" pensieri alla Regione Basilicata viste le sollecitazioni da parte della società, così come si legge nell'articolo, di innalzare il limite dei 30.000 quintali attualmente fissato nell'AIA?

Inceneritore a San Nicola di Melfi (ex Fenice): si teme innalzamento del limite dei rifiuti solidi urbani conferibili

Approfondimenti sull'EMERGENZA RIFIUTI in Basilicata:

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