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PIEAR: "Oltre i ritardi la beffa"

Pubblicato su da ASSOCIAZIONE INTERCOMUNALE LUCANIA

Nella nostra Basilicata, per oltre 4 anni, molti impianti FER sono spuntati come "funghi velenosi" senza che fossero rispettati i CRITERI previsti dalle linee guida nazionali risalenti al lontano 2010, perché il nostro PIEAR non li ha MAI recepiti pur essendoci un termine di 90 giorni, dalla data di approvazione del DM, perché ciò avvenisse.

Con la Legge Regionale n.18 del luglio 2014, dopo aver snaturato la proposta di legge iniziale, tramite un susseguirsi di emendamenti concepiti per affossarla, e dopo uno show spettacolare in Consiglio regionale alla presenza (dentro e fuori l'aula) di Vassalli, Valvassini, Valvassori e Giullari di corte, si cerca di "accelerare" fissando il termine di 60 giorni dalla entrata in vigore della norma regionale. "Accelerare" è una parola grossa visto che sono trascorsi 4 anni per individuare le aree del territorio lucano NON IDONEE ad ospitare gli impianti alimentati da fonti rinnovabili.
Ad oggi sono trascorsi 11 mesi dalla legge regionale, altro che 60 giorni.

E' chiaro che non c'è alcuna volontà di introdurre una pianificazione perché la stessa, probabilmente, si andrebbe a scontrare con i tanti interessi, piaceri e favori presenti e futuri.

Quali le ragioni di un Governo regionale che disattente le sue stesse leggi non rispettando il termine previsto dei 60 giorni? E parlate di rivoluzione, di rinnovamento, di rispetto delle regole! Solo "cazzate" visto l'esempio che viene dato: approvare una legge regionale per temporeggiare e fare finta di nulla sul termine dei 60 giorni fissato.

Ci sentiamo di dire a Voi governanti: non vi affrettate ad approvare un documento con il quale si individuano le aree NON idonee, non perdete tempo a sollecitare l'assessorato competente perché ciò avvenga, non vi preoccupate di svegliare chi vuole che la situazione resti nel letargo, ci accontentiamo che venga rispettata la normativa vigente e che si eviti di assecondare subdole manovre elusive in ambito ambientale, paesaggistico e procedurale, da parte della società S.r.l. di turno. Proprio quella società che spesso bussa alla porta con arroganza, pretesa e voglia di attingere quanto prima al cassetto degli incentivi statali ed in alcuni casi intimando richieste di risarcimenti d'anni nel caso in cui i tempi di approvazione del proprio progetto si dilatino più del necessario. Proprio quelle richieste di risarcimento danni che tanto fanno gola a sciacalli e personaggi senza scrupoli.

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