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Osservazioni del giorno sulla questione Petrolio in Basilicata e sul caso AleAnna

Pubblicato su da ASSOCIAZIONE INTERCOMUNALE LUCANIA


In qualche parte della Basilicata c'è chi sostiene: "La posizione ufficiale della Regione è che oltre 154mila barili al giorno non si può andare, ora sono 80mila. Abbiamo respinto tutte le richieste che giacevano al dipartimento ambiente perché non sono sostenibili. Non vogliamo nuove trivelle nel mar Jonio".

Ma veramente c'è chi pensa che tutti i lucani abbiano l'anello al naso? Alcuni sicuramente e per propria scelta, ma non tutti!
Su quali basi si sostiene che ad oggi, nella Regione Basilicata, si estraggono solamente 80.000 barili/giorno? Sono le stesse compagnie petrolifere a sostenerlo? Quali seri controlli sono in atto per verificare l'effettiva quantità di greggio estratto sulla base degli accordi tra Regione ed Eni-Shell del 1998, con i conseguenti accordi attuativi varati il 24 giugno 1999, a cui si aggiungono gli accordi del 2006 tra Regione e Total-Shell? In questi accordi non rientra l'Area del Vulture Alto Bradano e quindi, in che termini inquadrare l'istanza del Permesso di ricerca idrocarburi della AleAnna Resources LLC denominata "Palazzo San Gervasio", per non parlare dell'Istanza La Bicocca, Frusci e San Fele? In che termini inquadrare la Determinazione n. 276 del 9.3.2011 del Dirigente dell’Ufficio Compatibilità Ambientale della Regione Basilicata (successiva al 1998 e al 2006) che ha ritenuto di non assoggettare a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) il predetto permesso di ricerca della AleAnna (cfr. nostro articolo - http://www.olambientalista.it/?p=39088). La società AleAnna sostiene che nel progetto, denominato "Palazzo San Gervasio", non si parla di estrazioni, ma solo di ricerca. Certamente, una ricerca finalizzata a creare un parco giochi o centri termali per la salute dei lucani? Oramai è chiaro il modo di procedere delle compagnie petrolifere, dopo quasi 20 anni di "porcate" poste in atto nella nostra Regione: usare la "vasellina" e step-by-step avanzare con il loro progetto di sfruttamento petrolifero. Un po' alla volta, in modo quasi indolore, cercare di stuprare il territorio prescelto con la regia di chi guarda nell'indifferenza, di chi critica (o fa finta di criticare) le estrazioni petrolifere, ma allo stesso tempo si siede al medesimo tavolo per mangiare convivialmente con quella classe politica (nazionale e regionale) pro-Petrolio. Una telefonata, un caffè, una bella mangiata, una bella sbandierata con gli amici di Governo (nazionale e regionale), ma sostenere NO al Petrolio difronte ai propri cittadini intontiti ed allucinati, ancor peggio NON dire nulla e far finta che il problema non esiste e non serve preoccuparsi. Coerenza se esisti, batti un colpo!
Il Presidente della Regione Basilicata, autore dello splendido virgolettato sopra proposto, parlava di 4-0 riferendosi alla partita dello "Sblocca Italia" e seguendo i suggerimenti e le rassicurazioni di un Governo nazionale, alternando incontri con Donne come la Guidi e la Vicari, ma non avrà confuso porta e portiere nel conteggiare il goal fatti, o meglio subiti? Nella recente Sentenza del Tar Basilicata, sulla questione AleAnna, c'è un esplicito riferimento allo "Sblocca Italia" sia pur con una chiara confusione tra Piano delle Aree e singolo progetto, ma si richiama la MANNAIA dello "Sblocca Italia". Il Presidente pensa che si possa fare qualcosa contro la svendita della Basilicata alle estrazioni petrolifere oltre a parlare di 4-0; oltre a sostenere che non ci sarà alcuna trivellazione in mare anche se la propria posizione non è supportata da appositi atti trasmessi nei termini previsti al Ministero dell'Ambiente (vedi permesso di ricerca della Enel-Longanesi nel Mar Jonio)? Qualcosa si potrà fare, ma grazie all'impugnazione dello "Sblocca Italia" da parte di tante altre Regioni, Basilicata esclusa, non certo per merito della quasi totalità della classe politica lucana interessata a salvare il proprio "orticello", la propria "poltrona", il proprio "gruzzoletto", piuttosto che difendere la propria Comunità?
Domani si discuterà in Consiglio regionale dell'impugnativa del decreto attuativo dello "Sblocca Italia". Lasciate perdere, evitate sceneggiate, DISERTATE il CONSIGLIO REGIONALE se avete un minimo di serietà e coerenza. Se esiste una buona politica, evitate domani di offrire ai lucani l'ennesima "buffonata", l'ennesima "sceneggiata", l'ennesima farsa in salsa lucana. Siamo nauseati oltre che accalorati.
E' un dato di fatto: NULLA è stato fatto dopo l'approvazione del Decreto "Sblocca Italia"; NULLA è stato fatto dopo la conversione in Legge del medesimo Decreto; NULLA è stato fatto dopo la promulgazione della Legge di Stabilità 2015 nella parte in cui ha apportato modifiche alla Legge "Sblocca Italia". In definitiva, NULLA è stato fatto in termini di impugnazione dinanzi alla Corte Costituzionale. Oggi, vi sognate di parlare di impugnazione del nuovo disciplinare dinanzi al TAR Lazio? Statevene a casa a giocare alla play-station e lasciate che queste cose vengano discusse e portate avanti da chi ha già impugnato, perlomeno, il Decreto "Sblocca Italia" e la Legge "Sblocca Italia". C'è chi, all'interno del PD, sostiene che "questo PD lucano non tutela la Basilicata" (cit. Folino). Ha proprio ragione il "caro" Folino, ma prima di rivolgersi ad altri, si faccia lui stesso uno scrupoloso ed attento esame di coscienza, sempre che ne sia capace, rivolgendosi a qualche frate confessore, alcuni di questi può trovarli direttamente a Roma nella sua stessa "famiglia" targata PD.

Osservazioni del giorno sulla questione Petrolio in Basilicata e sul caso AleAnna

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