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Il Piano petrolifero della Croazia per lo sfruttamento di gas e petrolio in Adriatico

Pubblicato su da ASSOCIAZIONE INTERCOMUNALE LUCANIA

“Troppi rischi per Italia". Il ministero dell’Ambiente rileva criticità legate a "contaminazione chimica", "inquinamento dell'aria", "sismicità indotta" e tutela della biodiversità. Bravo il nostro Ministero, ma tutto ciò non vale anche per tante attività petrolifere in casa nostra? Il Ministero si preoccupa anche degli impatti cumulativi generati, nello spazio e nel tempo, dalle attività previste nelle diverse fasi di attuazione del piano (esplorazione, produzione, rimozione) ... , ma allora è veramente attento e scrupoloso il nostro Ministero! Impatti cumulativi nel Paese Italia (in terra ed in mare) non ve ne sono? Impatti cumulativi in Terra di Basilicata sono mai stati considerati? O forse si è disposti ad "abbaiare" fuori casa sapendo che nessuno si farà male? Abbaiare quando la Croazia ha assegnato a gennaio 2015 dieci licenze per l’esplorazione di petrolio e gas nel mare Adriatico, di cui una a un consorzio formato da Eni e dalla londinese Medoilgas. Caro Ministero, un po' di coerenza in casa propria non guasterebbe. Ben venga la Sua reazione al Piano petrolifero croato, ma pensi al disastro in casa nostra, prima e dopo lo "Sblocca Italia", o forse le strategie petrolifere del caro Governo Renzi conviene non vederle?

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