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Il Petrolio in Basilicata e i DANNI ambientali che secondo alcuni non esistono.

Pubblicato su da ASSOCIAZIONE INTERCOMUNALE LUCANIA

«GRAZIE all'indagine che aprirà la Ue e alle battaglie degli ultimi mesi, i problemi ambientali e sanitari provocati dalle estrazioni petrolifere in Basilicata sono diventati un tema europeo e nazionale. Ora, il presidente della Regione Pittella, Renzi e il suo governo, la magistratura, gli organi di informazione non possono continuare a far finta che tutto vada bene e accettare che le società petrolifere portino avanti i loro progetti di estrazione senza dare conto dei danni che producono». E’ questo uno stralcio dell’intervento dell’eurodeputato lucano del Movimento 5 Stelle, Piernicola Pedicini che definisce «straordinaria» la decisione della Ue di avviare un’indagine sul petrolio lucano. «Il petrolio - spiega Pedicini - porta inquinamento e povertà, gli interessi economici delle multinazionali e le royalties, che non rappresentano neanche il cinque per cento del bilancio regionale lucano, non possono giustificare che il futuro e la storia di un'intera regione vengano devastati da una scelta così scellerata. La salute dei cittadini, il patrimonio ambientale, l'acqua, l'agricoltura e il turismo lucani valgono molto di più delle necessità di fare cassa da parte del governo Renzi e delle carriere personali dei Pittella, di Bubbico, De Filippo e Speranza». «L'indagine che ha aperto la Commissione europea, a seguito delle denunce del M5S, - precisa l’euro - parlamentare Pedicini - è un fatto straordinario e unico che ci consente di tenere i riflettori accesi su questa vicenda. Sappiamo bene che è solo un primo passo e che anche la Ue è fatta di logiche speculative legate ai governi nazionali, però siamo anche convinti che con la nostra azione e la nostra presenza a Bruxelles ci sono le condizioni per arrivare all'apertura di una procedura di infrazione che spinga le autorità italiane a rivedere i piani di sfruttamento del petrolio lucano». E quindi, il grillino Piernicola Pedicini aggiunge ancora: «Ci sembra anche importante che tutto questo inizi ad avere un’eco su alcuni media nazionali e che il governatore Pittella, su La7, messo con le spalle al muro dalle domande è stato costretto a difendersi e a dire che potrebbe aver sbagliato, in più ha anche lanciato due significativi appelli: uno alla magistratura, affinché indaghi sull'inquinamento da petrolio nella diga del Pertusillo che alimenta acquedotti pugliesi, campani e lucani, e l'altro all'Arpab, affinché andasse a pubblicare i nuovi dati relativi alle analisi dell'acqua del Pertusillo». «Sempre nella trasmissione de La7 - conclude Pedicini - non possiamo non rilevare le allarmanti e singolari risposte del responsabile comunicazione di Acquedotto pugliese: siamo preoccupati per la situazione dell'acqua del Pertusillo però noi l'acqua la prendiamo al centro del lago dove le sostanze tossiche da idrocarburi non ci sono perché le sostanze leggere vanno in superficie e quelle pesanti vanno sul fondo».


(Da il Quotidiano del SUD - 5 maggio 2015)

Il Petrolio in Basilicata e i DANNI ambientali che secondo alcuni non esistono.

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