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Le coincidenze tra politica ed affari.

Pubblicato su da ASSOCIAZIONE INTERCOMUNALE LUCANIA

da il Quotidiano del SUD - ed. cartacea del 21.02.2015
da il Quotidiano del SUD - ed. cartacea del 21.02.2015

da il Quotidiano del SUD - ed. cartacea del 21.02.2015

Il Quotidiano del SUD, edizione odierna on-line, titola:

"Rimborsopoli, nuovi rinvii a giudizio nel secondo filone".

Si legge nell'articolo: "Tra le anomalie nella contabilità dei gruppi consiliari esaminate dagli agenti della mobile di Potenza, e i militari di finanza e carabinieri spicca l’acquisto dell’auto del cugino-commercialista di Viti a spese del Pd, e il riacquisto della stessa 20 mesi più tardi, ma per sé, a un terzo del valore iniziale".

Ma guarda che coincidenza!

La Teknosolar Italia S.r.l. presenta sede legale in via XX settembre, 45 a Matera presso lo studio del commercialista associato Turco - Nicoletti - Vizziello. Proprio il Dott. Ascanio Emanuele Turco è cugino dell'On. Vincenzo Viti. Proprio Pietro Viti, fratello dell'ex. onorevole, si qualificava come referente per le relazioni istituzionale in alcune note trasmesse dalla Teknosolar Italia 2 S.r.l.

stralcio di una nota datata 8 gennaio 2013

stralcio di una nota datata 8 gennaio 2013

Foto si gruppo con l'ex onorevole Vincenzo VITI

Le coincidenze tra politica ed affari.

Sul quotidiano La Repubblica del 24 aprile 2013 si leggeva:

"Ma è ancora Vincenzo Viti, accusato di essersi appropriato illecitamente di oltre 18 mila euro, a essere definito dal gip di Potenza Luigi Spina "un vero 'specialista' nell'allegazione di spese di ristorazione, e non solo, assolutamente non sostenute". Agli atti, contro di lui numerose ricevute di ristoranti "gonfiate" scrivendo un numero davanti al conto: da 23 a 230 euro, da 86 a 386, da 92 a 292. Viti, tra l'altro deputato Dc per tre legislature alla Camera, ha agito in concorso con Ascanio Emanuele Turco, suo cugino "nonché consulente-commercialista". Diverse fatture riconducono proprio ad acquisti di cancelleria fatti proprio da Turco in Puglia".

Sul il Quotidiano della Basilicata del 24 aprile 2013 si leggeva:

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