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Disegno di legge n. 1345. Firma la petizione per fermare l'iter legislativo.

Pubblicato su da ASSOCIAZIONE INTERCOMUNALE LUCANIA

L'Associazione Intercomunale Lucania aderisce alla petizione per fermare l'iter legislativo del Disegno di legge n. 1345 sui delitti ambientali tuttora fermo al Senato. Disegno di legge propagandato come atto in difesa dell'ambiente, ma secondo noi sarebbe a favore delle lobby. Tesi sostenuta prima di noi anche da tante altre Associazioni, Comitati, giuristi e singoli cittadini.

Un disegno di legge che prevede pene per reati ambientali solo nel caso in cui vengano violate disposizioni penali o disposizioni amministrative, se il disastro ambientale è "irreversibile" e la sua riparazione è “particolarmente onerosa” per lo Stato. In altre parole, chi inquina rischia di farla franca. L'introduzione delle parole "particolarmente onerosa" e "irreversibile" introducono maggiori difficoltà per punire penalmente chi inquina.

Trattasi di una riforma ambientale che ha l’esplicito gradimento del governo Renzi, del centrodestra e fortemente voluta dal Ministro dell’Ambiente Galletti (da commercialista non sembrerebbe affatto avere competenze in materia ambientale) e dal Ministro della Giustizia Orlando (da diplomato non sembrerebbe affatto avere né competenze in materia ambientale né in materia giuridica).

Il Ddl 1345 definisce il disastro ambientale come reato di danno (più difficile da dimostrare) e non come reato di pericolo (più facile da documentare con apposite perizie). Il Ddl 1345 definisce il disastro ambientale quale evento “in violazione di disposizioni legislative, regolamentari o amministrative, specificamente poste a tutela dell’ambiente e la cui inosservanza costituisce di per sé illecito amministrativo o penale”. Purtroppo in Italia vi sono disastri ambientali che avvengono pur nel rispetto delle norme vigenti perché tali norme spesso prevedono limiti per le concentrazioni degli inquinanti in atmosfera estremamente elevati e alcune volte di gran lunga superiori a quelli consigliati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (come accade per l'idrogeno solforato). Purtroppo in Italia vi sono disastri ambientali anche senza alcuna violazione di “disposizioni legislative, regolamentari o amministrative”. Vi pare che un'attività che emette in atmosfera diossina o idrogeno solforato lo facciano disattendendo i limiti previsti dalla normativa vigente? Molte volte i limiti sono rispettati, ma le situazioni di pericolo e i danni all'ambiente, sopratutto nel lungo periodo, ci sono e si vedono comunque.

Giustamente c'è chi fa notare che l’Ilva ha emesso diossina rimanendo ben al di sotto dei 10.000 nanogrammi a metro cubo in concentrazione totale, che è il limite previsto dal Codice dell’Ambiente. L'Ilva di Taranto emetteva diossina in concentrazione totale di gran lunga al disotto di tale limite, ma quanto accaduto nell'area antistante l'Ilva è sotto gli occhi di tutti. Tale limite abnorme per la diossina – di cui PeaceLink ha chiesto da tempo la modifica in senso restrittivo – rimane indisturbato nella nostra legislazione. I sostenitori del disegno di legge n. 1345 (Legambiente, Greenpeace, WWF e Libera) perché non hanno mai fatto alcuna protesta o proposta nazionale di revisione della legge sui limiti di diossina in atmosfera estremamente elevati?

Noi come Associazione Intercomunale Lucania e tanti altri firmiamo una petizione per fermare l'iter legislativo del disegno di legge n. 1345 mentre Legambiente, Greenpeace, WWF e Libera propongono un'altra petizione che invita a fare presto affinché la proposta di legge venga votata favorevolmente in Parlamento.

FIRMA LA PETIZIONE

PER CHI VUOLE APPROFONDIRE

Testo del Disegno di legge n. 1345 così come approdato al Senato

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